Nineteenth-century city - La città ottocentesca
Nell'Ottocento Livorno fu interessata da grandi progetti urbanistici che ne ridisegnarono l'assetto, con la realizzazione di importanti opere pubbliche e la costruzione di splendidi edifici privati.
A partire dal 1834 inoltre il granduca Leopoldo II decretò la costruzione di una nuova cinta daziaria, che comprendesse anche i sobborghi, ridisegnando i confini della città. Sulla nuova cinta doganale, di andamento circolare, furono aperte cinque nuove porte, fra le quali possiamo ancora ammirare la Porta San Marco, che costituiva l'apertura di Livorno in direzione nord. Fu anche costruita, sul Canale dei Navicelli che collegava Livorno a Pisa, la Dogana d'Acqua, imponente edificio in macigno a due piani, di cui restano oggi soltanto i tre solidi archi che fungevano da basamento.
A sud del Pentagono buontalentiano, sull'area di spianamento dei bastioni, fu ricavata, oltre un ponte sul fosso, una grande piazza, l'attuale Piazza Cavour, che divenne il centro del nuovo accrescimento fuori delle mura lungo la direttrice meridionale.
Nel 1848, al fine di unire la nuova alla vecchia città, furono demoliti i bastioni che separavano la città medicea da quella nuova, lasciando intatte la Fortezza Nuova, il Rivellino di San Marco e il Forte San Pietro. Per scavalcare il Fosso Reale fu necessaria la costruzione di un'imponente ponte a volta, il cosiddetto "Voltone", di 240 metri di lunghezza: nacque così, a copertura, l'attuale Piazza della Repubblica.
Da queste modifiche urbanistiche nascono i vari Scali, con i palazzi della borghesia imprenditoriale e commerciale cittadina, che ancora oggi caratterizzano il percorso dei Fossi Medicei.
Altri grandi lavori pubblici furono necessari per fornire la città dell'occorrente approvvigionamento idrico. Fra il 1792 e la metà dell'Ottocento avvenne il completamento della costruzione dell'Acquedotto di Colognole.
Su progetto dell'architetto Pasquale Poccianti furono realizzati tre grandi purgatoi cittadini in stile neoclassico: il Cisternino di Pian di Rota, immerso nel verde lungo Via delle Sorgenti; il Cisternone, ubicato all'inizio dell'attuale Viale Carducci; ed infine il Cisternino di città, ubicato in Piazza Guerrazzi.
Nel tratto che collega Viale Carducci con Piazza della Repubblica si trova uno dei più eleganti palazzi ottocenteschi che ornano Livorno: Palazzo de Larderel.
Nel corso dell'Ottocento Livorno si distingue per la vivacità culturale, l'amore per la musica e l'attività teatrale nelle sue varie espressioni: accanto al settecentesco Teatro degli Avvalorati, sorgono così il Teatro San Marco; il Teatro Rossini (1842), distrutto durante la seconda guerra mondiale ed il Teatro Goldoni, interessato da un complesso intervento di restauro, che si è concluso per la parte riguardante il ridotto, la Goldonetta. La fine del secolo si conclude con la realizzazione di un'altra imponente opera pubblica, ancora oggi frequentatissima e attiva: il Mercato Centrale.
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