Cosmopolita city - La città cosmopolita
Le Leggi Livornine del 1591 e 1593, emanate da Ferdinando I de' Medici, fecero di Livorno un rifugio sicuro per singoli e comunità costretti ad abbandonare il proprio paese per persecuzioni etniche, religiose e politiche.
Nacquero così le "Nazioni", che determinarono una notevole espansione demografica ed una crescita economica e culturale della città. Ancora oggi è possibile vedere testimonianze di queste presenze: luoghi di culti, cimiteri, dimore residenziali. Rilevanti testimonianze della presenza della nazione ebraica sono conservate nel Museo Yeshivà Marini. L'antica Sinagoga, risalente agli inizi del secolo XVII, una delle più belle ed importanti ed Europa, gravemente danneggiata dagli eventi bellici è stata sostituita con la moderna Sinagoga. L'insediamento dei Greci a Livorno ebbe inizio nella seconda metà del Cinquecento, quando il granduca Cosimo I, al fine di potenziare la sua flotta per combattere la pirateria nel Mediterraneo, decise di reclutare marinai greci. Nel corso del Seicento nacque così il "Borgo dei Greci": la Chiesa della Ss.ma Annunziata o dei Greci Uniti in Via della Madonna, la Chiesa della Rosa Bianca, il Cimitero, nell'attuale Via Mastacchi, testimoniano ancora oggi la presenza di questa importante comunità. La comunità britannica brillò in modo particolare per la sua importanza economica in campo mercantile e commerciale e per i personaggi e i visitatori illustri che scelsero Livorno come propria dimora: Robert Dudley, Tobias Smollett, Percy Bysshe Shelley, Lord Byron. A testimonianza di questa Nazione rimane oggi il Cimitero degli Inglesi in Via Verdi, edificato nella prima metà del Settecento ed in uso fino al 1839, quando ne fu aperto uno nuovo fuori della Porta S. Marco. Di fronte all'ingresso del primo cimitero fu edificata l'imponente Chiesa anglicana, dedicata a San Giorgio, in stile neoclassico.
La congregazione olandese-alemanna, che riuniva famiglie provenienti per lo più dai Paesi Bassi e qualche nucleo tedesco, aprì fin dal Seicento a Livorno nuove rotte commerciali, come quelle con la Russia e le Indie, ed istituì propri centri di affari, integrandosi perfettamente nella comunità cittadina. Sugli Scali (ancor oggi chiamati degli Olandesi) fu costruita l'imponente Chiesa degli Olandesi in stile gotico; rimane inoltre il Cimitero degli Olandesi-Alemanni eretto in Via Mastacchi. La comunità francese, di origine per lo più marsigliese e provenzale, svolse un importante ruolo commerciale e manifatturiero; contribuì inoltre alla crescita e vivacità culturale della città: basti pensare all'edizione livornese dell'Enciclopédie. Ancor oggi eredità francesi si trovano nei modi di dire e nella gastronomia livornese. La Nazione armena, già nel Seicento giunta a 200 unità, si integrò nel tessuto commerciale e produttivo cittadino. Di questa colonia rimangono segni tangibili nella facciata della Chiesa degli Armeni in Via della Madonna.
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